Comunità

La Remar Italia è una comunità chiusa, pertanto non è possibile entrarvi senza farne parte. Per poter essere ammessi o accolti in Comunità, è necessario accettare la filosofia della Remar, la vita comunitaria sottoscrivendo delle regole senza riserva.

Primo passo:  è necessario presentarsi con una mail a : attivita.sociali@remaritalia.org  – descrivendo il problema,l’eventuale patologia e i motivi della scelta di entrare in Remar.

Secondo passo: sarà un colloquio conoscitivo con un responsabile, il quale, nel pieno rispetto della privacy, acquisirà notizie e informazioni sul problema, situazione famigliare ed eventuali necessità del richiedente.

Terzo passo: sarà la sottoscrizione delle regole comunitarie in piena consapevolezza e accettazione, soprattutto la disponibilità ad essere inserito in una qualunque ma più adatta struttura che il responsabile riterrà più opportuna al caso rappresentato.

Non saranno accettati comportamenti arbitrari, sconvenienti e che possano creare situazioni imbarazzanti con gli altri membri della comunità

PERCORSO ED ATTIVITA’

L’Associazione REMAR ITALIA O.N.L.U.S. è un’associazione Evangelica Cristiana , che si occupa di aiutare persone con problemi, per un completo recupero sul piano spirituale, socio familiare, mirando al reinserimento nella vita sociale.

Destinatari di questo progetto, sono coloro i quali sono vittime della tossicodipendenza, alcolismo, devianza, emarginazione e delinquenza in generale.

Senza distinzione razza, credo o cultura, l’azione della comunità è rivolta agli emarginati, respinti, non amati, siamo alla ricerca di una parola di vita che li conforti porgendo una mano amica che li guidi e li sostenga.

L’accoglienza è di tipo residenziale, questo per il principio della sussidiarietá che risponde meglio al bisogno di chi al bisogno è vicino; con una durata di 24 mesi circa. L’interessato contatta il ns. Servizio volontariamente e personalmente, tranne in alcuni ove sia necessaria la mediazione dei vari servizi del territorio o penitenziari

Il primo incontro avviene sotto forma di colloquio, al richiedente verrà richiesto di esporre il porprio problema, le motivazioni per il quale si è dterminato ad entrare in comunità, compilare il modulo di ammissione. Questo è uno strumento indispensabile per la prima valutazione, o meglio per  capire se il Soggetto è veramente motivato ad un cambiamento radicale di vita.

Dal momento che il Soggetto entra in comunità, deve fornire la massima partecipazione e disponibilità a costruire un rapporto costruttivo.

         Azione educativa: sono assenti schemi fissi nei rapporti e nelle forme che connotano i diversi momenti di vita; questo contribuisce a creare e mantenere il clima familiare. Le centralità della persona portano alla cura di tutto ciò che li riguarda, così da far loro percepire l’importanza della presenza personale, a quanto e come si vive in casa, sollecitandoli nella collaborazione dei lavori domestici di pulizia, e nella cura della persona e degli effetti personali.

Nel primo periodo di permanenza il Soggetto a viene osservato per raccogliere notizie importanti sul suo trascorso e sulle sue precarietà. La metodologia mira alla valorazzazione del positivo cercando di  portare l’accolto, a crearsi un’attitudine mentale e spirituale ottimista, apprezzando i momenti della giornata ed eliminando gradualmente le inclinazione al negativo e contro di sè stesso.

Le attività interne non sono programmate ma vengono organizzate giornalmente tenendo conto delle necessità generali. La connotazione tipicamente familiare, implica una coesione interna, cioè richiede una costante comunicazione, tra operatori e ragazzi, riguardante gli avvertimenti e le problematiche scaturenti dal vivere in comunità, inoltre si cercherà di mantenere l’attenzione alla discrezionalità, per ciò che attiene alla privacy e alla riservatezza di  Soggetto

Bisogna tenere presente, che sia la vita sociale in comunità, che il percorso di cambiamento implica momenti di ridefinizione personale, spesso accompagnati da crisi interiori, che se non vengono accettati e superati portano il Soggetto e voler fuggire da sè stesso e dalla comunità. In quei momenti è fondamentale la presenza e il supporto degli operatori, il Soggetto viene aiutato a comprendere e superare i propri  momenti di crisi.

L’operatore diventa osservatore partecipante e integrante del  Soggetto, la sua azione educativa consiste nel coadiuvarlo, comununicando i contenuti attraverso la mediazione del dialogo e suggerendo soluzioni conosciute e già sperimantate grazie all’esperienza avuta con altri  Soggetti che hanno vissuto lo stesso problema.

L’operatore quindi cerca di cogliere i punti di forza e di debolezza Soggetto all’interno delle varie situazioni.

Sono previsti dei momenti più strutturati con altri Operatori Sociali, che hanno preso in carico il Soggetto in difficoltà.

Durante lo svolgimento di questi incontri, si ha uno scambio di informazioni, quindi un confronto sull’oportunità o meno di mantenere la linea educativa prospettata, o apportare dei cambiamenti.

     Obbiettivi:

  • Attitudine al lavoro ed allo studio

  • Capacità di instaurare rapporti interpersonali non conflittivi, con se stesso, con la famiglia, con il gruppo, ecc…

  • Capacità di instaurare un dialogo con il prossimo

  • Impegno nelle responsabilità

  • Cambiamento del linguaggio

  • Diligenza nel curare la propria salute

  • Capacità di autodisciplina nei vari aspetti quotidiani

  • Amore e rispetto per il prossimo

  • Onestà e sincerità con se stessi e con gli altri

Per il raggiungimento di questi obiettivi ci si avvale di attività sia pratiche che teoriche.

ATTIVITA’ PRATICHE

il Soggetto viene inserito in attività lavorative giornaliere. Attraverso il lavoro il Soggetto viene facilitato a prendere coscienza delle proprie capacità, sperimentandosi sil piane della responsabilità, autonomia, impegno, costanza .

I lavori sono svolti a rotazione, (servizio di cucina, lavanderia, pulizie della casa, cucito, stiraggio e manutenzioni varie: elettricità, idraulica, muratura, meccanica, elettronica, falegnameria, restauro, ecc…). Da qui si inizia di nuovo a prendere coscienza con la responsabilità verso se stesso, verso il mondo del lavoro ,un modo per  reinserirsi nella società, migliorare i rapporti interpersonali, l’integrazione nel gruppo, fortificare autocontrollo e apprezzare la globalità del proprio essere.

ATTIVITA’ TEORICHE

*Assegnazione progressiva di responsabilità con momenti di gestione personale nei vari ambiti lavorativi

*Apprendimento dei lavori e dei principi morali, alla luce degli insegnamenti Cristiani, elementi indispensabili per una completa riabilitazione psico-fisica della persona- L’atmosfera familiare comunitaria, che ha come base l’amore, apporta un prezioso contributo alla crescita spirituale ed alcambiamento progressivo dell’individuo.

Queste attività quotidiane ,saranno d’aiuto alla persona a fugare a pensieri negativi o a pensieri collegati al passato, che possano influire sul percorso del programma in atto.

Durante i primi due mesi sono vietate tutte le visite, successivamente ne sarà consentita una ogni due mesi.

Trascorso l’anno le visite avranno cadenza mensile. E’ importante un contatto sistematico progressivo con la famiglia, al fine di aiutare il Soggetto a risolvere i problemi legati al proprio nucleo familiare, quanto a  fornire un sostegno alla famiglia per affrontare e combattere le problematiche con il Soggetto. Questi incontri sono momenti molto importanti di verifica e maturazione del percorso educativo. Le visite si effettuano all’interno della struttura comunitaria; in ogni caso durante tutto il periodo non è permesso alcun contatto con i vecchi amici o frequentazioni. Fino al 12º mese circa il il Soggetto non può allontanarsi dalla struttura se non accompagnato degli operatori, sempre che non vi siano limitazioni da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Trascorso un mese il Soggetto potrà scrivere ai genitori e dopo due mesi ricevere telefonate ogni 15 giorni. L’aumento graduale delle responsabilità deve corrispondere alla maturità individuale di ognuno:

Per ogni fase del percorso vi sono delle indicazioni di massima, ma non vi è un tempo predefinito: il passaggio da una fase all’altra è basato sul livello di attuazione del progetto e percorso individuale di ogni  Soggetto, il quale è stato proposto a seconda delle sue necessità.

L’Associazione REMAR ITALIA non ha alcun scopo di lucro, la collaborazione dei volontari è gratuita.

Nessuna retta viene richiesta agli utenti.

I nostri indirizzi

 

MILANO:

Via Belluno,33                 

20132 Milano

Via Pedroni, 18

Tel. 02-2564044

remar@remaritalia.org    

TORINO:

Strade delle Cacce, 144

10135 Torino

Tel. 011- 34 34 81

remar.torino@remaritalia.org

MANTOVA:

Via della Stazione, 1

46028 Sermide MN

Tel. 037- 64 15 758

remar.mantova@remaritalia.org

ALESSANDRIA:

Via Giordano Bruno, 51/B

15121  Alessandria

Tel. 0131- 22 55 14

remar.alessandria@remaritalia.org

BARI:

Via Roma (S.P.1 Modugno – Bari – Km 8)

MODUGNO,  Bari

Tel. 080- 57 97 360

remar.bari@remaritalia.org

TARANTO:

Contrada Santa Caterina s/n

74017 Mottola- Taranto

Tel. 099-47 92 948

remar.taranto@remaritalia.org

ROMA:

Via Amilcare Rossi ,41

00123  Roma (Cesano) 

Tel.- Fax  06- 30 37 696

remar.roma@remaritalia.org

NAPOLI:

Strada Provinciale, 154/156

81030 VILLA DI BRIANO (CE)

Tel.  081- 50 42 761

remar.napoli@remaritalia.org